giovedì 24 febbraio 2011

Arteterapia poetica... la parola che salva....


“La poesia è l’impossibile fatto possibile...”

Garcia Lorca


Poesia, dal greco poiein= fare – produrre, è la tecnica di comporre versi o più generalmente di esprimere in forme ritmiche sentimenti e realtà secondo la propria visione del mondo.

Lungo il corso del tempo, in ogni paese e lingua, la gente si è rivolta alla poesia per liberare le proprie emozioni: per la speranza in tempo di disperazione, per il conforto in tempo di fatica, per l’ispirazione in tempo di dubbio.

Negli ultimi anni molti professionisti delle relazioni d’aiuto hanno riconosciuto nella poesia uno strumento “curativo” estremamente ricco .

Il grande potere “terapeutico” della poesia consiste nel riuscire a catturare le emozioni che creano disagio invece di averne paura. La poesia, riuscendo ad esprimere ciò che a volte è inesprimibile, possiede la capacità di mostrarci la strada nello sconfinato territorio dentro di noi chiamato “l’irrazionale – l’inconscio”, e può dare a chiunque sappia ascoltare e ascoltarsi punti di riferimento e suggestioni essenziali per vivere meglio. Anche in un solo verso possono concentrarsi immagini ed emozioni in cui scopriamo il senso della nostra esistenza, attingendo con una consapevolezza nuova alle nostre energie ed è in questo senso che la poesia “salva la vita”.

La poesia è una forma alta di sintesi di una storia, di una esperienza o di una emozione, che viene comunicata all’esterno e quindi resa accessibile a sé e agli altri. Il linguaggio della poesia è simbolico, evocativo, impressionistico molto simile a quello del sogno. Nel sogno le parole non formano un linguaggio, bensì sono trattate come oggetti, immagini visive o uditive che possono combinarsi con immagini di altra natura.

La poesia utilizza tutti i simbolismi del sogno (rimozione – sintesi – simbolismo) e come il sogno vive in un ambiente libero dallo spazio e dal tempo.

Essa ci trasporta in realtà altre che stanno al di là di quelle immediatamente osservabili.

Il meccanismo interiore che ne consente la nascita è la regressione psichica dell’individuo a quella modalità di pensiero definita “processo primario” per poi elaborarne le intuizioni attraverso il pensiero logico.

La poesia, infatti, ha la capacità di mettere in comunicazione i due emisferi cerebrali: il sinistro caratterizzato da un pensiero pratico che seleziona ed analizza; il destro, preposto, invece, al pensiero immaginativo e sognatore, senza progettualità, incostante, che procede per successioni di immagini, associandole liberamente per contiguità e similitudine.

La poesia riesce quindi ad unire pensiero ed emozione: in poche righe (mettendo in moto la capacità di sintesi) si possono comunicare emozioni forti (associando immagini libere dando così sfogo al pensiero immaginativo e sognatore).

Negli Stati Uniti da più di vent’anni la poesia viene usata come strumento di esplorazione e comprensione del Sé. Esiste da 10 anni la National Association for Poetry Therapy che ha sperimentato la poesia in vari campi di applicazione: nella terapia di coppia e di famiglia, tra gli anziani, nei gruppi scuola tra gli adolescenti, nelle terapie infantili, nelle prigioni; sempre con lo scopo di offrire un contenitore per una consapevolezza troppo intensa o troppo sfuggente rispetto al linguaggio di tutti i giorni.

L’uso della poesia nelle situazioni di sostegno e aiuto per la crescita psicologica, può evocare processi primari che vanno oltre la parola scritta e parlata, attivando immagini archetipe e fantasie sepolte nella psiche; il soggetto può così comunicare ciò che non è capace di esprimere in qualsiasi altra forma.

Le modalità di applicazione non sono semplici forme di composizione poetica libera, bensì forme creative di poetizzazione guidata con la finalità di consapevolizzare e supportare stati emotivi e cognitivi importanti per il ben-essere psicologico.

Tra le varie tecniche psico-poetiche che possono venire utilizzate in percorsi individuali e di gruppo ci sono:

  • La scrittura primitiva e la poesia follia che partono da stimoli chiave emotivi,costituiti nel primo caso da più parole e nel secondo caso da un’unica parola stimolo, per ricostruire in chiave poetica le proprie emozioni.
  • Il sogno poetico, tecnica che nasce dopo una fantasia guidata su parole o immagini mentali (con lo scopo di attivare le parti più creative); modalità usata in special modo per liberare le emozioni legate a situazioni difficili e non elaborate oppure per imparare a conoscere parti che sfuggono al controllo cosciente
  • La poesia simbolica, molto spesso sotto forma di lettera, molto utile per superare una delusione, una perdita o per staccarsi da stati di dipendenza affettiva: lo scritto fa riemergere alla coscienza gli elementi costitutivi della relazione e le emozioni che vi sono collegate permettendone l’eliminazione.
  • La poesia positiva utile per catturare e sottolineare possibili prospettive positive, alimentando in tal modo nuovi modi di vedere le situazioni e contemporaneamente superando la tendenza a concentrarsi sui momenti emotivi negativi amplificandoli.
  • La poesia biografia, molto utile alla costruzione e ri-costruzione della propria identità. La tecnica consiste nella creazione o lettura di poesie che si ritengono rappresentative di Sé per stimolare l’autopercezione oppure la scrittura o lettura di poesie che si vorrebbe che gli altri ci dedicassero per attivare l’eteropercezione. Di grande aiuto per migliorare le problematiche tra genitori e figli o nei conflitti di coppia.
  • La poesia dialogica, consiste in una conversazione poetica con un interlocutore simbolico, (persona reale oppure parti noi stessi - simile alla tecnica della sedia vuota gestaltica), attraverso la quale si prova ad esprimere qualcosa che altrimenti non si riesce a dire oppure si da voce a quelle parti di sé che non riescono a trovare spazio e quindi ad essere vissute.
  • La poesia fantasmatica, consiste nello scrivere in forma poetica dei propri “fantasmi”, fantasie o timori che ci riguardano, possiamo dire che è una tecnica che ci aiuta a prendere contatto con la nostra ombra. Esprimere i nostri fantasmi è liberatorio e ci aiuta ad acorgerci che i mondo non crolla se i nostri lati oscuri vengono alla luce.

Poesia, dunque, come urlo dell’anima che rompe il frastuono dell’esistenza dove trovano dignità i mille mondi oscuri e segreti che abbiamo interiormente e di cui spesso siamo inconsapevoli

“Attraverso il dire e il fare un atto poetico noi re-impariamo chi siamo, ci abbracciamo anche in quelle parti occulte che premono per emergere alla luce, dunque ci accettiamo....allargando i nostro orizzonti per godere al meglio di noi e della vita che ci è dato vivere.”

Per approfondire:

Bartalotta G, Manuale di arte terapia poetica, EDUP

Revault J.Y., Guarire con la scrittura, RED

Bisutti D., La poesia salva la vita, Economica Feltrinelli

Grenci R., Cogli l'Attimo, Edizioni La Meridiana

3 commenti:

  1. Ciao Gabriella, complimenti per il tuo nuovo blog! Mi chiedevo se avessi letto il mio libro "Cogli l'attimo". Sei una miniera :)

    RispondiElimina
  2. Ciao Rossella ... :-)
    Grazie !!! detto da te è un onore ....
    Questo è un post scritto un po' di tempo fa e trasmigrato da Ri-trovarsi, quando ho fatto delle ricerche per un laboratorio di Arteterapia Poetica che ho condotto. All'epoca non avevo letto il tuo libro che ho comprato in seguito, lo aggiungerò sicuramente nella bibliografia perchè è un ottimo testo ... :-)
    Ti abbraccio con affetto ... :-)

    RispondiElimina
  3. Grazie ...ora capisco molto meglio perché provo così grande piacere nel scrivere ..

    RispondiElimina