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lunedì 4 aprile 2011

"Il violinista verde" .... un viaggio attraverso la memoria

Marc Chagall - "Il Violinista Verde"


“Penetrare all’interno delle sue immagini è possibile solo dopo aver risvegliato in sé i resti dei ricordi infantili, e dopo aver fatto risorgere nell’animo quelle sensazioni dimenticate di quando viveva in noi la paura del buio, mentre una vecchia sedia poteva all’improvviso mettersi a ringhiare ed inseguirci” (Abram Efros)

Questo è un viaggio attraverso la memoria, il tempo, i luoghi. Dentro ci sono immagini, storie, ricordi, figure, sogni,oggetti, pagine di libri, spazi.

E’ un viaggio senza meta, uno strumento per tentare di bucare la pelle delle cose, per cercare di toccarle, di spogliarle del loro involucro più esterno per far riemergere emozioni, un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca del punto di partenza....

Il tempo lenisce, cura, rimargina, ma avvolge la mente di una spessa cortina di nebbia, sfocando le impressioni; i nitidi fotogrammi del passato diventano frammenti insipidi, incolori, inodori. Ma all’improvviso, un’immagine, una melodia, un semplice profumo bastano a sospendere il flusso dei pensieri e a trasportarmi , in un solo attimo, altrove....

Camminiamo lungo corridoi che si aprono su stanze ammobiliate, sture di impronte, pregne di odori e di presenze mai abbandonate....

Solo allora ci ri-conosciamo e ci ri-troviamo .....

Viviamo ristrutturando i nostri spazi, modificandoli, stratificando esperienze che diventano nuove stanze; apriamo una porta dietro l’altra fino a non sapere più da quale eravamo entrati la prima volta....


Inizia il viaggio.....

Prova ad aggirarti in questo labirinto con gli occhi della mente spalancati, le mani pronte a toccare, le orecchie tese a “riacciuffare” voci lontane... perditi nella “tua casa”, lascia riemergere emozioni e memorie, ritrova le parole, spolvera gli oggetti e ripercorri a ritroso la pianta della tua più intima dimora....


Cucina.....

Chiasso di voci riunite.... dolci sapori..... vapore dell’acqua che bolle ... odore di ragù .... rumore sordo di cucchiai di legno....

... la prima volta che ho preparato i biscotti, ho ancora nella testa la voce di mia nonna che mi elenca gli ingredienti ... il ribrezzo delle uova e il burro che si appiccicano alle mani.... l’impazienza davanti al forno .... il desiderio spasmodico di assaggiarne un pezzettino di cui ora non ricordo più il sapore ma solo il profumo e la lingua che bruciava...

“E ad un tratto il ricordo mi è apparso. Quel sapore era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina (...) la zia Lèonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio. La vista del biscotto, prima di assaggiarlo, non m’aveva ricordato niente; (...) Ma quando niente sussiste di un passato antico (...), soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto....” (Marcel Proust, La strada di Swann, tratto da Alla Ricerca del tempo perduto)


Studio....

..silenzi ... sospiri ... carta ingiallita ... brusio di pagine .. polvere impalpabile .. pensieri liberi...ricordi.....

Gli immensi fogli bianchi che mio nonno stendeva accuratamente sul tavolo, li usava per provarci le matite e le penne prima di scrivere. Bastava avvicinarcisi per sentire l’odore sottile della grafite mischiato a quello dell’inchiostro. Io mi arrampicavo sulla sua sedia altissima per scarabocchiarci sopra. Era la nostra corrispondenza segreta....

Una immensa distesa di segni, graffiti, scritte, scarabocchi. Disegni e parole che si sovrapponevano, si incontravano, si espandevano, macchie di inchiostro, trame che crescevano e si ingrandivano sino a che non c’era più neanche un piccolo spazio bianco.

Studiavo davanti al libro ma lo sguardo era catturato dalle venature della scrivania: vicoli, sentieri tortuosi, autostrade di pensieri viaggianti, propositi, speranze future, strade da percorrere..... i segni sono ancora lì e mi aggiro volentieri fra i lisci disegni del legno, lasciando che la mente emigri verso nuove soluzioni, via, lontana dalla nostalgia di chi ero tanti libri fa.....


Camera da letto....

Fruscio delle lenzuola... odore di bucato ...respiro profondo ...tepore ... baci e carezze ....

Odore di sapone.

Fruscio di biancheria.

Sensuale leggerezza di stoffe.

Tepore, torpore.

La mia vestaglia di seta comprata dalla nonna. Il suo libro. Le mie pantofole dalla forma buffa. I suoi occhiali. Un profumo diverso, inconfondibilmente il suo ... e il mio....

“Sbatto le palpebre per la stanchezza e le mie ciglia emettono un suono minuscolo, impercettibile sul bianco sensibile dell’alto cuscino...” (Fernando Pessoa, Il libro dell’Inquietudine)

La camera di nonna nella villa in campagna dove passavo le estati... le notti dai temporali improvvisi persa nel suo letto.... davanti a me una tappezzeria con gli uccellini disegnati sopra. Uccellini sui rami, potevo osservarla per ore. Mi aspettavo sempre che prendesse vita quando si spegneva la luce. Tentavo di osservarla anche al buio. Stringevo gli occhi cercando di cogliere un qualsiasi movimento e restavo con il fiato sospeso quando la luce dei fari delle automobili passava rapida illuminandola a strisce, solo per un attimo. Lunghi fiori di luce attraverso le tende.....

... mi risveglio... sogno e ricordi si con-fondono.. tra le mani “il violinista verde”.. profumo di neve fresca, il suono stridulo di un vecchio strumento, il sapore aspro di un bicchiere di vino, uno sguardo sui tetti in una notte viola il mio morbido cuscino di piume..... le parole di Chagall “la città pare spaccarsi, come le corde di un violino, e tutti gli abitanti si mettono a camminare sopra la terra. I personaggi familiari si installano sui tetti e lì si riposano. Tutti i colori si rovesciano, si trasformano in vino che zampilla dalle mie tele... i miei quadri sono i miei ricordi...”


Da ascoltare: Somewhere Over the Raimbow - Norah Jones



sabato 5 marzo 2011

L’oro dell’azzurro...viaggio alla ricerca del bambino che c’è in ognuno di noi...

Joan Mirò - L'oro dell'azzurro -

Ogni adulto PUO’ diventare un bambino consapevole. Prova ad attraversare lo strato di razionalità, di responsabilità, di doveri che avvolgono la tua vita.

Riscopri dentro di te un luogo dove i tuoi bisogni e i tuoi desideri non vengono frustrati o delusi, dove regna incontrastato il Principio del Piacere, dove la realtà diventa materia per giocare....

Lasciati andare e seguimi.......

Raccogli parole, colori e sensazioni per iniziare a gioc
are...

Gioca .....
....a dire sempre la verità
....a non avere orari... .
...a essere distratto....
....a non essere pulito, pettinato,stirato e profumato...
....a lasciare tutto per aria.....
....a non sapere più che giorno è ..... .
...a dimenticare le regole.... .
...a dire la cosa sbagliata.....

Ora fermati un momento, togli le scarpe, sdraiati per terra ricorda e scrivi i giochi della tua infanzia....

Poi ricorda ....
il piacere di leccarti le dita...
schiacciare le patate nel piatto con la forchetta.....
intingere un dito nella nutella....
fare le bolle dentro il bicchiere....

Prova a rifare una di queste cose.... osa.... e godi della ri-scoperta del puro piacere......

VAI alla ricerca degli scarabocchi che tracci soprappensiero, del tuo primo segno... FRUGA nei cassetti... nei taccuini ..... nei fogli vicino al telefono... nei biglietti dove annoti la lista della spesa...

SCRIVI la prima parola che ti viene in mente.... RIPETILA all’infinito seguendo i percorsi che si snodano sul foglio....GIOCA con la tua calligrafia.... OSSERVA come la scrittura danza nello spazio del foglio....



“L’esplorazione del mondo
parte dal centro del corpo...
e racchiude in sé traiettorie, odori,
suoni, movimenti,
pensieri, luce,
sfumature,
punti di con-tatto e distanze.
ll mondo è costituito di presenze,
di cose che sono anch’esse corpi...”

Stefania Guerra Lisi



ALZA gli occhi e guardati intorno.... presenze come macchie sui muri, mutevoli come nuvole, che fissate a lungo, rivelano forme sconosciute......
Solchi tra le mattonelle come segni di geometrie impossibili... profili di oggetti rotondi ....

ASCOLTA la tua musica del cuore e trasforma il suono in uno spazio per giocare ....

TROVA il centro della stanza e.....

RUOTA FORTE SU TE STESSO.......

TUTTO GIRA, GIRA TUTTO, GIRA .......

giro tondo casca il mondo casca la terra...............
......
tutti giù per terra................


RINCORRI la tua Ombra tentando di catturarla.......


“Nei miei quadri si trovano spesso
forme Minuscole
in vasti spazi vuoti.
Spazi vuoti, orizzonti vuoti, pianure vuote:
ogni cosa che è stata spogliata
fino a che fosse del tutto nuda
mi ha sempre procurato una forte impressione...”
J.Mirò


Ed ora che il bambino racchiuso.... ingabbiato ha riconquistato il suo spazio.... cattura la volo una stella scintillante nel buio...
imprigiona gli odori in un barattolo chiuso a pressione....
lascia la traccia intermittente del tuo fiato su tutti i vetri....
insegui la scia luccicante di una lumaca...



STENDI un grande telo giallo sul pavimento e.....


muoviti come immerso nell’acqua....
dondolati nel movimento di un corpo più grande....
gioca con il ritmo dei fluidi...
stropicciati gli occhi e guarda le tracce lasciate dai tuoi movimenti....


e.......

SENTI il tuo corpo vibrare..... il tuo sangue scorrere....
e la tua anima VOLARE.......




“Bisogna tenere i piedi saldamente sulla terra per poter poi fare dei grandi salti verso l’alto: è proprio il fatto di scendere qualche volta sulla terra che mi permette di volare....” J.Mirò






domenica 6 febbraio 2011

Vuoto ... Pieno ... Unità ...

Piet Mondrian - "Grande Composizione A" -

Pieno o vuoto, ombra o luce, corpo o anima, essere o
non essere.

Inesorabilmente il positivo respinge il negativo ma con la stessa irrimediabilità lo attrae, lo chiama a sé. L’uno esiste in funzione dell’altro; l’uno per l’altro.

In opposizione ad un pieno, c’è solo un vuoto, che lo possa riempire e la pretesa di pienezza, senza un vuoto che la possa contenere, resta solo impertinenza.

Se vuoi la luce, la luce vera, devi cercarla nel buio con il coraggio della notte.

Spogliati di ogni luce di superficie, spegni luccichii e bagliori, fai buio.

Accetta il nero, convivi con l’oscurità, guardaci dentro.

Una piccola luce si accende...poi un’altra...e un’altra ancora.....


VUOTO....

"Nan-in, un maestro giapponese, ricevette la visita di un professore universitario che voleva studiare Zen. Nan-in servì il tè. Riempì la tazza del visitatore e poi continuò a versare. Il professore osservò il tè che stava traboccando, fino a che non potè più contenersi: “E’ strapiena. Non ce ne sta più!” “Come questa coppa”, disse Nan-in, “tu sei colmo delle tue opinioni e preconcetti. Come posso mostrarti lo Zen se non svuoti la tua tazza?" (Nyogen Senzaki)

L’essenzialità è una conquista. Il vuoto capace di generare sostanza non si dà in modo gratuito ma solo al termine di un percorso; un atto di spoliazione tanto drastico rispetto alle leggi della vita quotidiana quanto è connaturato alle leggi più intime della nostra vita interiore....

Ora prova il vuoto.... cominciando dallo spazio ....


Scegli una stanza che ti sia famigliare; un luogo che custodisca la tua trasformazione, il tuo processo di “svuotamento”.

I muri, i mobili e gli oggetti trasudano gesti, ricordi, eventi, pensieri,amore,dolore.

Svuota la stanza….. Libera lo spazio…..

Linee rette definiscono le pareti e disegnano il pavimento.

Angoli...Spigoli..Contorni...

Siediti al centro della stanza vuota. Fissa il tuo sguardo sul muro.


N o n c ‘ è p i ù n u l l a , s o l o b i a n c o e l u c e . . . .


Osserva il silenzio più assoluto.

Liberati di tutte le parole, quelle dette e quelle non dette.

Zittisci ogni suono e rumore; prima fuori di te, poi dentro di te.

Solo quando tutto tace puoi cominciare a “SENTIRE”. ASCOLTA IN SILENZIO. ASCOLTA IL SILENZIO.


PIENO .....

Riempi il fisico. Inspira

lentamente e profondamente;

travasa dentro tutto ciò che

è fuori; riempitene il più

possibile i polmoni, il corpo....

Trattieni.... Espira, vuotando

il corpo e la pancia fino ad infossarla..


La pratica respiratoria tende ad immettere nel corpo il

ch’i (aria) più sottile affinchè lo nutra e pian piano elimini

la parte densa e impura, portandolo alla stessa sottigliezza

e purezza del Cielo immortale. Ciò si ottiene inspirando

dal naso l’aria che, mediante la visione interiore, viene

guidata e fatta circolare in tutte le parti del corpo, dove

deve essere trattenuta il più a lungo possibile, espirandola

alla fine dalla bocca”

Lieh-tzu, “Il Vero Libro della Sublime Virtù del Cavo e del Vuoto”


...Ora mangia una mela. ..... Rossa, piena....

mangiala tutta... assaporala...

riempiti la bocca con la sua polpa....


Ed ora accostati nuovamente al muro

Avvicinati lentamente fino a che il bianco

svela la sua trama. La parete, tutt’altro

che piatta, rivela la propria topografia:

escrescenze infinitesimali, tracce di pennellata,

di setole pesanti, segni di stuccatura.

Sotto le spoglie di un muro vuoto,

un piano fitto di segni che affiorano,

svaniscono, si accavallano.....

Lascia un segno nello spazio, un oggetto: un solo ed unico elemento che riempia la stanza..


IL VUOTO ORA E’ PIENO


UNITA’ ....

La polarità di positivo e negativo è destinata

a diventare unità. Non c'è concavo senza

convesso, non c'è convesso senza

concavo. Entrambi si fondono in una

unità significativa ....


" ..Nel procedimento creativo come nella vita

pieno e vuoto è una polarità, una

coincidenza di opposti, come nel

negativo di una fotografia in cui la

luce diventa ombra e l'ombra diventa

luce ... "A.Archipenko


PIENO VUOTO
INSPIRA ESPIRA
PIENO VUOTO
INSPIRA ESPIRA


Affacciati alla finestra e porta il tuo sguardo oltre i limiti del muro; osserva gli alberi che si stagliano sulla linea d'orizzonte: VERTICALE-ORIZZONTALE.


Cielo e terra si incontrano....

Maschile e Femminile s'intrecciano....

Spirito e materia si con-fondono....

Tutto ciò che è in rapporto complementare tende all'unità.

Ogni elemento si perde nel proprio antagonista

come in un gioco di fluidi che si incontrano, si

toccano, lottano, si uniscono ma nell'Uno conservano la propria distinzione....

+

-

PIENO

VUOTO

DENTRO

FUORI

ORIZZONTALE

VERTICALE

AMORE

ODIO

BIANCO

COLORE

SOLE

LUNA

VITA

MORTE


La Felicità?????..... "l'unità di positivo e negativo..."